Chi c’è dietro i render dei progetti di Renzo Piano? Seconda Parte

Nell'articolo precedente avevamo segnalato l'intervista apparsa su Treddi, portale di grafica 3D, che vedeva protagonista il responsabile d'immagine del Renzo Piano Building Workshop di Parigi.
 
Oltre a descrivere il suo ruolo nel team per i numerosi progetti in corso, Dionysios Tsagkaropoulos  raccontava anche delle collaborazioni esterne, spesso necessarie per rispettare i tempi di consegna di più progetti in tempi ristrettissimi.
 
In questa seconda parte dell'articolo approfondiamo il tema dei rendering creati per Renzo Piano, scoprendo alcuni dei partner esterni menzionati nell'intervista.
 

Il gruppo di cui parliamo oggi è THE BOUNDARY,  diretto da Peter Guthrie e Henry Goss, coadiuvati da un piccolo team di talentuosi archviz artists.
 
Uno dei lavori di renderizzazione per RPBW è stato  l'Eight Seven Park, un complesso residenziale di lusso a ridosso della prestigiosa spiaggia di Miami.
 

 
 
 
 

 

Il dettaglio è la chiave fondamentale di ogni rappresentazione digitale.

 

Non è un caso che nei nostri corsi di Grafica 3D, dedichiamo tanto lavoro alla parte della modellazione, e portiamo ad esempio questi lavori per abituare i futuri esperti di immagini 3D a ragionare di forma-materia-luce anziché ragionare di settaggi di render.

 

SI noti la perizia nella rappresentazione degli ambienti comuni del complesso immobiliare, con gli elementi naturali (verde ed acqua) che dialogano con il costruito e ne esaltano la spazialità e la sensazione di benessere.

 

 

Grande cura dei dettagli è stata riposta anche nella rappresentazione degli spazi interni, con render che esaltano anche nella piccola scala le forme semplici e la sapiente selezione dei materiali impiegati per i vari ambienti.

 

 
 
A questo indirizzo potete ammirare le immagini in piano sequenza e a maggiore risoluzione.
 
Visitate anche  la pagina web di THE BOUNDARY per apprezzare molte altre immagini 3D relative ad altri importanti  progetti d'Architettura. 
 

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Chi c’è oggi dietro i render dei progetti di Renzo Piano?

Da pochi giorni è apparsa su Treddi, portale italiano sulla grafica 3D, l'intervista a Dionysios Tsagkaropoulos, responsabile d'immagine nel Renzo Piano Building Workshop di Parigi.
 
 
Abbiamo conosciuto Dionysios al Digital Tech Days di qualche anno fa, quando era titolare della Deltatracing; una società di service impegnata nella realizzazione di  cataloghi digitali di grandi marchi d'arredamento Made in Italy.
 

Ora, forte di un'esperienza mostruosa accumulata negli anni e tentato da sfide più impegnative, Dionysios ha abbandonato la precedente attività e si è unito al gruppo di lavoro di Renzo Piano nel quale si occupa della direzione artistica del reparto immagini di RPBW.

Noi di 3DITA ricordiamo ancora come fosse ieri i suoi illuminanti interventi tenuti durante quegli incontri.

Ricordiamo la qualità del suo lavoro e l'audacia di sperimentare nella produzione reale, soluzioni tecniche di rilievo.

(ndr. Dionysios è stato uno dei pionieri del calcolo delle immagini commerciali con soluzioni GPU-Based).

Consigliamo a tutti gli appassionati d grafica 3D la lettura del suo intervento, con consigli, testimonianze e aneddoti sulla carismatica figura del maestro.

La conversazione infatti offre molti spunti d'interesse riguardo il flusso di lavoro in uno degli studi di progettazione più ambiti del pianeta dai giovani architetti.

Ma fa anche il punto della situazione sulle tecniche e le soluzioni adottate nel RPBW di Parigi per la gestione in contemporanea di più progetti di altissimo profilo.

 
Le lezioni che abbiamo tratto da una delle personalità di maggior rilievo nel campo dell'archviz come Dionysios sono molte.
 
Sono le stesse che cerchiamo di trasmettere nel nostro piccolo a tutti gli allievi dei nostri corsi di grafica 3d, come ad esempio l'approccio rigoroso alla modellazione e il delegare quasi nulla al ritocco con Photoshop.
 

Ma anche la voglia di sperimentare e studiare sempre, senza perdere mai il contatto con il senso delle profondo del progettare che viene necessariamente prima di qualsivoglia immagine.

Infine  il coraggio di cambiare drasticamente prospettiva, quando questo aiuta a portarci a nuovi livelli di consapevolezza nella professione.

 
A Dionysios i nostri migliori auguri per i suoi lavori, a tutti noi altri non ci resta che godere di buoni e delle belle immagini a corredo.
 
 
 

 

Rilasciato V-Ray 3.4 per 3ds Max

3dita | vray3.4_denoiser

Chaos Group ha ufficialmente rilasciato V-Ray 3.4 per 3ds Max.

 

La principale novità di questa versione è il V-Ray Denoiser: un nuovissimo algoritmo per rimuovere il rumore dalle immagini renderizzate.

Finalmente anche Vray, dopo Corona Render, si aggiorna implementando questa utile funzione, ma sopratutto allineandosi alla versione aggiornata di 3DS MAX 2017  uscita diverse settimane or sono.

Il V-Ray denoiser è  una funzione essenziale, soprattutto se si utilizza V-Ray con una delle modalità di calcolo progressivo (Path Tracing) e il vantaggio più immediato per l’utente finale è un consistente risparmio (fino al 50%) in termini di tempi di rendering.
Questo consente anche  tutta una serie di vantaggi specifici, ad esempio riguardo le animazioni: infatti l’utilizzo idi questo strumento consentirà un flusso di lavoro separato e quindi più flessibile in termini di rapporto qualità/tempo.

3dita | Vray 3.4
Se vuoi guardare il denoiser in azione, ti consigliamo la visione di questa DEMO in alta risoluzione, realizzata a partire dalla sequenza immagini in HD gentilmente condivise da Vladimir Koylazov.

V-Ray denoiser  è disponibile anche come tool stand alone, e quindi come editor separato di postproduzione: questo significa che potremo lavorare su qualsiasi tipo di immagine, a prescindere dal fatto che si tratti di un rendering oppure no.
Inoltre il denoiser funziona anche  “per element”: in questa modalità raggiunge l’obiettivo di preservare il dettaglio delle texture, intervenendo solo nei canali necessari; assicurando anche in questo caso un notevole risparmio di tempo in produzione.
3dita | vray3.4_denoiser

V-Ray mostrerà in tempo reale il risultato del rendering con il denoise applicato, permettendo l’interruzione del calcolo quando si ritiene di aver raggiunto la qualità desiderata; e funziona anche a render finito (come gli effetti di glare e blur), lavorando come molti software di terze parti, ma nativamente, senza uscire dall’applicazione.
Inoltre non è distruttivo: il rendering originale e la versione denoised restano entrambi a nostra disposizione per godere della massima flessibilità in post produzione.

Ciliegina sulla torta, il denoiser sfrutta il calcolo della GPU,  che significa una velocità di calcolo almeno 10 volte maggiore della CPU.

Vediamo in conclusione le altre principali novità introdotte nella versione per 3ds Max.

Supporto a Autodesk 3ds Max 2017

V-Ray 3.4, oltre alla semplice compatibilità, offre supporto nativo al nuovo Physical Material e all’ HiDPI scaling: finalmente anche il V-Ray Frame Buffer sfrutterà la risoluzione dei monitor 4k.

Global Illumination

L’ulteriore ottimizzazione del motore di rendering permette un risparmio nel calcolo della Light Cache fino al 15% rispetto alla release precedente, aumentando ulteriormente la distanza in termini di prestazione ripsetto alla versione 2.X

GPU Rendering e di V-Ray RT

Le texture procedurali supportate da V-Ray RT GPU ora possono essere utilizzate come bump maps.

V-Ray RT consente di utilizzare le camere in modalità ortografica e sarà in grado di aggiornare in modo dinamico i render region, senza dover riavviare il render.

Aggiunto il supporto al MultiTile e al ColorMap.

 V-Ray Frame Buffer

Il V-Ray Frame Buffer acquisisce versione dopo versione strumenti interessanti, tanto da renderlo sempre più uno strumento di postproduzione on the fly , per correggere i nostri render senza lasciare l’applicazione nativa. 

In questa versione di V-Ray sono stati aggiunti il salvataggio automatico delle immagini completate soltanto nella render history e la possibilità di legare la cartella del VFB history al percorso del progetto, in modo da non doverla reimpostare nel caso in cui dovesse essere variata la posizione di quest’ultimo.

GTR / GGX

Migliorate le prestazioni legate all’impiego dei materiali GTR/GGX.

Tool per prospettive aeree

Introdotto un nuovo parametro di controllo per l’atmospheric haze.

VR cameras

Introdotto il supporto al top/bottom VR output

TEAM 3DITA

 

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Vlooyberg Tower in Tielt (Belgio) : una scala verso la natura

Vlooyberg Tower: una costruzione iconica  che si staglia nel paesaggio con una scala che si perde nel vuoto e che evoca una torre d'avvistamento.

Da Maggio scorso 2015 la municipalità di Tielt-Winge in Belgio, è diventata per i visitatori una meta per godere di un esempio di grande impatto in ambito di architettura del paesaggio.

Questo è stato possibile grazie alla costruzione di una struttura iconica e dirompente che si staglia nel paesaggio con un manufatto dalla forma di una scala che si perde nel vuoto e che evoca una torre d'avvistamento.

Quella della Scalinata di Tielt è una lunga storia.

Per molti anni in cima alla collina nord del posto era collocata una piccola torre d'avvistamento in legno che sfortunatamente è stata oggetto di vandalismo e danneggiata da un tentativo d'incendio.

La torre era l'orgoglio della cittadina e per ovvie ragioni di sicurezza, per i danni subiti, ne era stato vietato l'accesso.

Dopo accesi dibattiti con la cittadinanza, la municipalità ha deciso di sostituire la piccola torretta in legno con un oggetto monumentale capace di opporre resistenza ai segni del tempo che verranno.

Il progetto

In tema di scale, nell'immaginario collettivo, la soluzione più scontata per una struttura autoportante è la scala a chiocciola.
Ma in questo caso il progettista ha optato per una soluzione bizzarra e una sfida contro la statica.

Una lunga scalinata si staglia sulla collina per condurre il visitatore in una posizione privilegiata di osservazione del contesto.
Al termine di questi gradini non c'è un belvedere, una piazza, un episodio architettonico che definisca chiaramente la differenza tra il percorso e la metà.

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L'oggetto è il percorso, il paesaggio intorno è la metà, il luogo che non è necessario costruire perchè affidato alla natura stessa.
Eppure l'opera conserva un carattere monumentale ed iconico, per il suo aspetto monolitico che stride con il suo slanciarsi nel vuoto sfidando le leggi della fisica.

Grazie poi alle piccole fessure praticate in cima, l'opera allude sottilmente alle torri d'avvistamento medievali, con le aperture minime a prova di dardi e cannonate praticate alle sommità.

 

Aspetti tecnici

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La struttura è stata interamente prefabbricata e assemblata in situ sezione per sezione.

E hanno impiegato solo mezza giornata per completare l'installazione!

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La rampa-monumento raggiunge circa 11 metri e risponde adeguatamente alle specifiche di sicurezza imposte dal regolamento edilizio nazionale.

La struttura è in acciaio galvanizzato rivestito in acciaio Corten che garantisce un aspetto materico affine alla roccia ferrosa che abbonda nella regione.

Gli stessi progettisti hanno battezzato la rampa-torre come "una guerra contro il proprio peso".

Infatti, per assicurare la tenuta statica del manufatto, il parapetto è esso stesso una trave strutturale continua, zavorrata alla base per compensare la spinta dovuta allo sbalzo e munita di ammortizzatori in grado di assorbire le sollecitazioni elastiche prodotte dal calpestio dei visitatori. 

 

 

ALCUNI ELABORATI GRAFICI

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Aprono il loro primo ristorante grazie a Sketchup!

Food Liason Sketchup

Jason e Nirasha hanno un sogno: aprire il loro primo ristorante costruendolo da zero e disegnare ogni arredo secondo il proprio gusto.
Il nome del locale sarà “The Food Liason“.
Sarà un punto di ristoro, un take -away, una scuola di cucina e un servizio di catering per il quartiere.

Ma hanno un problema: un budget limitato e nessuna conoscenza specifica per produrre i progetti degli arredi che desiderano realizzare.

Sono a Carpinteria, una caratteristica località balneare in California, e trovano il locale adatto la dove prima era una farmacia, ma per rendere gli spazi adatti alla loro attività c’è bisogno di una ristrutturazione radicale.

Prima di affidare il progetto all’architetto, vorrebbero sperimentare diversi layout ma le ristrettezze del budget e nessuna idea di come mettere e nero su bianco le loro idee, sembrano ostacolare il loro slancio.

Fino a quando Jason (un tipo metodico e intraprendente) si imbatte in un corso online di Sketchup e dedica parte delle sue serate ad imparare il programma.

Dopo qualche giorno ha già realizzato la pianta del locale, un tavolo che da sulla vetrina, il banco della cassa, un elemento illuminante e la credenza per le spezie.
Food Liason Sketchup
Food Liason Sketchup

Quando ha sottoposto il suo progetto all’architetto, con tanto di misure di massima per muratori e falegnami, ha messo il professionista perfettamente a suo agio illustrandogli in modo chiaro il progetto che aveva in mente.

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Food Liason Sketchup

La storia di Jason è comune a tanti di noi:
quante volte abbiamo il desiderio così forte di realizzare un progetto, da non volerci arrenderedi fronte alle difficoltà?
Ma ci racconta anche di qualche fallimento alle spalle prima di riuscire nel suo progetto.
Come ad esempio, come spiega Jason, quello di cercare tutorials in rete che lo portassero sulla strada giusta, con il risultato di disperdersi tra decine di ottimi trucchetti, senza però avere una strada maestra, un metodo di lavoro che gli permettesse di metterli in pratica nel modo giusto.

In questa storia si esalta il valore Sketchup, la sua facilità d’uso tale da renderlo accessibile ad un ristoratore che non ne capisce niente di disegno Cad.
Ma spesso si confonde la semplicità del programma con l’affermazione “è un programma per fare solo le cose semplici“.
E’ un’affermazione ricorrente anche tra gli addetti ai lavori.
Noi crediamo non sia così:  le potenzialità di Sketchup vanno esplorate e messe in luce, soprattutto grazie alle centinaia di estensioni gratuite che gli permettono di realizzare anche progetti complessi.
Per scoprirlo occorre affidarsi una guida esperta che ne ha fatto uno dei suoi principali strumenti di lavoro con profitto.
Perciò, se hai un progetto da realizzare e hai lo spirito di Jason, scopri se Sketchup fa al caso tuo: sappi che noi ci siamo!  😉

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Il progetto della nuova Porta del Parco a Bagnoli

Realizzato da Silvio D’Ascia, il progetto inserisce un avveneristico auditorium di acciaio e vetro all’interno degli spazi dell’ex ItalSider a Bagnoli.

Segnaliamo il progetto per la sua qualità visiva, sperando che sia l’inizio di un processo di rinnovamento di Napoli Ovest e Bagnoli.

Per maggiori informazioni sul progetto: EuropaConcorsi